Il 2014 è stato molto generoso con i cinefili, soprattutto negli ultimi mesi, regalando un'ondata di ottimi film che pur trattando temi importanti non hanno perso la loro fondamentale caratteristica di entertainment. Mancano pochissimi giorni alla sera del 22 febbraio in cui si terrà la notte degli Oscar, condotta da Neil Patrick Harris (Barney in How I met your mother) e voglio sbilanciarmi con voi dandovi qualche previsione sui vincitori delle principali categorie!

L'attesissimo American Sniper di Clint Eastwood rapisce lo spettatore fin dai primi minuti. Ha sei nominations, ma temo non vinca nulla e vi spiego perché. Innanzitutto, il richiamo a The Hurt Locker (che nel 2008 vinse ben 6 Oscar) è davvero troppo forte e il paragone va purtroppo a sfavore di Clint: sono film molto diversi, ma ciò non toglie che lo sguardo di Eastwood sembri avere minore obiettività e approndimento psicologico rispetto alle due realtà descritte (americana/araba), entrambe caratteristiche che invece nel film della Bigelow appaiono intrinsecamente naturali. Se non avete visto The Hurt Locker ora è il momento giusto per vederlo, e farvi un'idea di cosa intendo. Non sto dicendo che non meriti nessun Oscar (Bradley Cooper tra l'altro è molto bravo, la scenggiatura e il ritmo sono molto buoni e anche la regia), ma che la concorrenza sia spietata. La mia previsione: nessun premio.

Hanno fatto molto parlare di sé due film che raccontano le vite di due scienziati molto importanti: La teoria del tutto, dove Stephen Hawking è interpretato splendidamente da Eddie Redmayne, e The imitation game, incentrato invece su Alan Turing che è impersonato dal bravissimo Benedict Cumberbatch. Entrambi sono film con una regia e una sceneggiatura non eccezionali (nonostante le numerose nomination ricevute), risollevati però dal soggetto e dalle performance di attori fin troppo bravi per il film in cui sono inseriti. La mia previsione: nessun premio nelle categorie principali (entrambi gli attori sono fantastici, ma secondo me ce n'è un altro più meritevole, come spiegherò più avanti).

Un altro film di cui si è parlato molto è Gone girl – L'amore bugiardo di David Fincher (Seven, Fight Club), un noir ben orchestrato che riesce a far riflettere sul tema della coppia ma soprattutto sul confine sottile che si può creare tra realtà e apparenza, quando tutta la nostra vita è in pasto ad un occhio esterno, umano o elettronico che sia. La mia previsione: nessun premio.

A giocarsi il premio come miglior attore sono veramente attori eccezionali, e Birdman (or the unexpected virtue of ignorance) ne è un altro esempio: film di Alejandro Inarritu con Emma Stone finalmente non imbrigliata in ruoli insulsi e un Michael Keaton strepitoso che a sessantatré anni ci regala una performance difficile da dimenticare, priva di pudore nei confronti di un corpo non più perfetto e colma di spontaneità preziosa. Un film da non perdere, una riflessione sul rapporto tra palco e realtà, tra giovinezza e vecchiaia, tra genitore e figlio, su un lunghissimo piano sequenza che ci svela una straordinaria capacità di gestione del set da parte di regista e attori. Non per niente, ha preso 9 nomination (anche se trovo assurdo che non abbia preso quella come miglior montaggio). La mia previsione: Michael Keaton (tra l'altro alla sua prima nomination) miglior attore protagonista (anche se Eddie Redmayne è dietro l'angolo), e possibile premio come miglior sceneggiatura originale (in questa categoria però temo vinca Grand Budapest Hotel).

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson è un altro tra i favoriti, con 9 nominations: non sarà il migliore di Anderson (I Tenenbaum rimane inarrivabile) ma porta comunque impressa la sua firma originale ed inconfondibile, che quest'anno potrebbe finalmente ottenere i primi riconoscimenti dall'Academy. La mia previsione è ricca: premio come migliore scenografia, migliore fotografia, migliori costumi, miglior sceneggiatura originale e, attenzione, miglior film (anche se preferirei che questi ultimi due premi venissero assegnati a Birdman).

Tra i favoriti anche Boyhood, di cui vi avevamo parlato qualche mese fa, esperimento cinematografico durato 12 anni realizzato dall'eclettico regista Richard Linklater: la sua caratteristica di unicità potrebbe, a ragione, riscuotere molti premi. La mia previsione: miglior regia, miglior montaggio, miglior attrice non protagonista (Patricia Arquette, che ha vinto il Golden Globe per lo stesso ruolo). Non mi stancherò di ripetere che la nomination di Keira Knightley come miglior attrice non protagonista per The imitation game per me sia un crimine bello e buono, mentre mi è piaciuta molto Emma Stone per Birdman, ma temo non abbia la forza per vincere contro un film come questo.

Passato un po' in sordina Still Alice di Richard Glatzer, adattamento cinematografico del romanzo Perdersi scritto dalla neuroscenziata italiana Lisa Genova, che racconta la storia di una donna che contrae precocemente il morbo di Alzheimer, interpretata splendidamente nel film da Julianne Moore. La mia previsione: miglior attrice protagonista (Julianne Moore, da sempre splendida e in grado di ricoprire i ruoli più differenti, meriterebbe di vincere il suo primo Oscar).

La vera sorpresa è Whiplash di Damien Chazelle, con ben 5 nomination, che casualmente avevo visto in anteprima al Torino Film Festival e di cui mi ero innamorata: un ragazzo che vuole a tutti i costi diventare il migliore batterista jazz della sua generazione e un direttore d'orchestra (uno spietato J.K. Simmons) che utilizza metodi di insegnamento ai limiti del consentito. Da vedere assolutamente! La mia previsione: miglior sceneggiatura non originale, miglior attore non protagonista (J.K. Simmons).

Come migliori effetti speciali se la giocano Interstellar ed Apes revolution, che rispetto a Captain America The Winter Soldier, X-men: giorni di un futuro passato e Guardiani della galassia hanno una marcia in più in tal senso.

 

Devo ammettere di aver visto solo uno dei film stranieri nominati, quindi non mi arrischierò a fare una previsione su quella categoria, mentre tra i film d'animazione credo che dovrebbe vincere Dragon Trainer 2, sostanzialmente per due motivi: è uno dei pochi sequel capace di essere addirittura più bello del film precedente, e inoltre sarebbe il primo premio assegnato alla Dreamworks dopo Shrek (2002). Non ho visto e quindi non posso giudicare l'irlandese Song of the sea e il giapponese La storia della principessa splendente, mentre Boxtrolls – Le scatole magiche non mi ha convinto per nulla, e infine Big Hero 6 è ben fatto e anche molto divertente in alcuni punti, ma è decisamente più meritevole il film della Dreamworks.

Come migliore canzone originale, mi auguro vivamente che vinca Lost stars dal film Begin again di John Carney, con Mark Ruffalo e Keira Knightley: anche Once, precedente film del regista, aveva guadagnato la statuetta per la stessa categoria, con la canzone Falling slowly. Splendida, orecchiabile ed emozionante, cantata da Adam Levine, non è nemmeno in competizione con la pur simpatica Everything is awesome da The Lego Movie, mentre potrebbe essere battuta da Glory tratta da Selma, film sulla vita di Martin Luther King che uscirà presto nelle sale italiane, e che ha vinto il premio come miglior canzone ai Golden Globe.

Tra qualche giorno sapremo se le mie previsioni saranno attendibili o meno, nel frattempo recuperate i film che non avete visto, e buona visione!


Valentina

 

 

Fonti immagini:

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http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/spettacolo/2014/12/16/stephen_hawking_la_teoria_del_tutto.jpg

http://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/03092/SHOT_11_029__3092453b.jpg

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