Con questo titolo, che sembra quasi raccontare le vicende di una fiaba leggendaria, vorrei introdurvi la storia 3 architetti il cui lavoro mi ha notevolmente colpito e affascinato.

Tutto ha inizio una settimana fa quando ho avuto il piacere di assistere alla presentazione  presso l’Ordine degli Architetti di Biella, del progetto vincitore del concorso di idee “IdeaTO” per la piazza del Campus San Paolo di Torino che attualmente è in fase di realizzazione.

Il Gruppo Archispritz, nome che fa venire in mente un famoso cocktail italiano, è composto da: Anna Chiara Fausone, Patrizia Vaccaro e Annalisa Barbera Fortuna,  3 ragazze  piemontesi con la passione per il disegno e l’architettura. Questo team di lavoro nasce lo scorso anno a Torino con lo scopo di  sperimentare nuove idee  e soprattutto con l’intento di riassaporare quegli indimenticabili attimi di progettazione e divertimento che si vivevano durante gli anni universitari.

Le Archispritz: Anna Chiara Fausone, Patrizia Vaccaro e Annalisa Barbera 

Le Archispritz: Anna Chiara Fausone, Patrizia Vaccaro e Annalisa Barbera 

Non è stato facile per loro partecipare a questo concorso, sia per la distanza che le divide (infatti le 3 ragazze non provengono tutte dalla stessa città ma da centri differenti:  Biella, Cuneo e Torino) e sia per la loro occupazione lavorativa che le tiene costantemente impegnate;  tutto questo però, non le ha fermate e passo dopo passo, tra un' idea progettuale e una risata sono riuscite a lavorare nei ritagli di tempo sviluppando un'idea assai interessante che mi ha fortemente attratto fin dal primo momento.

Il fiore all’occhiello di questo progetto è il tema del multiculturalismo che a mio parere è un concetto  indispensabile per un Campus universitario;  le progettiste hanno cercato in tutti i modi di far sentire a casa i tanti studenti provenienti da ogni parte del mondo, pensando a una diversificazione degli spazi comuni secondo 5 aree tematiche caratterizzate in base ai 5 continenti del nostro pianeta.

Collegio Einaudi, veduta d'insieme

Collegio Einaudi, veduta d'insieme

Ma prima di passare al loro progetto della piazza cerchiamo di capire come è composto l’edificio. Esso è situato nell’ex zona industriale di Borgo San Paolo su un’area di 8.000 mq di proprietà comunale; il complesso ospiterà nel 2017 circa 550 posti letto; il corpo di fabbrica ha uno sviluppo ad “L”, è arretrato dal piano stradale in modo da avere una soluzione di continuità tra la corte interna e il sistema viario esterno ed è formato da 2 edifici: uno con 8 piani fuori terra e l’altro con 5.

La struttura offre soluzioni abitative diverse, infatti le stanze sono di diverso taglio: singole, doppie e mini alloggi per le persone che hanno bisogno di spazi un po’ più grossi per le proprie esigenze; al piano terra sono disposti tutti i servizi come: mensa, biblioteca, sale comuni ecc…Queste parti comuni saranno disponibili alla fruizione da parte di  tutti i cittadini di Torino e non solo dai numerosi residenti del collegio .

Dopo questo piccolo excursus sull’ideazione dell’ involucro edilizio arriviamo in modo più concreto al progetto della corte comune del collegio ideato dalle giovani “Archispritz”;

Concept di progetto

Concept di progetto

L’idea che mi ha affascinato fin da subito è il tema della piazza che viene paragonata al nostro pianeta, essa quindi viene suddivisa mediante a una griglia in meridiani e paralleli; dall’ incrocio di questi ultimi si definiscono, come detto in precedenza, i 5 continenti individuati mediante diverse aree tematiche che valorizzano la propria storia e le proprie tradizioni; Un ruolo importante è dato dalla pavimentazione, vero e proprio elemento di connessione tra le varie attività; essa è stata pensata di asfalto color nocciola in modo da ricordare la colorazione della Terra vista dal satellite.

Le linee (meridiani e paralleli) vengono caratterizzate dalla pietra Bargiolina, tipica quarzite piemontese localizzata nella splendida cornice situata tra le Alpi Cozie e il Monviso. Il reticolo di notte è illuminato da delle linee sinuose a LED poste a pavimento che incuriosiscono l’occhio del passante.

Nella corte trovano spazio i 5 continenti rappresentati: dall’ Africa con la sua Fun Plaza, situata nella zona centrale, rappresenta il cuore del collegio dove i ragazzi hanno la possibilità di relazionarsi e condurre diverse attività; inoltre vengono predisposti una serie di fotovoltaici che immagazzinano la luce solare e la trasformano in caratteristici giochi di luce nelle ore notturne; dall’Oceania caratterizzata dall’area relax costituita da una parete verde e da una seduta continua che permette allo studente di rilassarsi ascoltando il frusciare di una piccola cascata posta nelle vicinanze; dall’ Asia, patria della cucina sana e genuina a cui è destinata la” food court”  ovvero una zona filtro tra la mensa, la cucina e la caffetteria dove sono posizionati arredi rimovibili per poter pranzare all’aperto; dall’ America a cui è dedicato lo spazio studio; la zona è costituita da delle poltrone molto particolari sperimentate dal MIT ( Massachusetts Institute Technology, una delle più importanti Università di ricerca del mondo) denominate Soft Rockers. Esse sono dotate di una pellicola a film sottile di fotovoltaico, e grazie ad esso diventano delle vere e proprie postazioni di ricarica per cellulari, pc e tablet grazie a delle porte USB applicate al loro interno; e per finire dall’Europa, che ha il compito di accogliere e abbracciare queste diverse culture e di relazionarle fra di loro grazie a uno spazio flessibile dove i residenti possono esporre i loro lavori come plastici o progetti se studenti di architettura, sculture o quadri se studenti delle belle arti ecc…

Alle ragazze, una volta vinto il concorso, è stato affidato il ruolo di Direzione artistica, ovvero è stata data la possibilità di svolgere un’attività di consulenza per le imprese che andranno a operare in cantiere durante la fase di esecuzione  in modo da rendere l’opera finita il più possibile vicina alle idee originali di progetto.

Purtroppo per limiti di budget si è dovuto ridimensionare il progetto, infatti la pavimentazione in asfalto color nocciola è stata sostituita da una superficie di autobloccanti chiari e le linee in pietra Bargiolina in autobloccanti più scuri; Sono stati ridotti i numero di luci LED che seguivano i meridiani e paralleli, vengono eliminate le pareti verdi nell’ area relax dell’ Oceania ed infine vengono sostituite le poltrone Soft Rocket con delle Chaise Longue.

Le giovani "architette", tutto sommato si ritengono soddisfatte della riorganizzazione della loro proposta preliminare anche perché non si è persa la forte idea originale di integrazione multiculturale che stava alla base di questo particolare progetto.

Ogni tanto è bello vedere , nella mia professione, qualche spiraglio di luce in questa situazione di crisi buia e profonda; penso che i concorsi di architettura servano proprio da trampolino di lancio per chi è all’ inizio della propria carriera, ma non solo, essi forniscono ai professionisti già affermati un modo per rimettersi in gioco e testare le proprie capacità di progettista proprio come accadeva all’Università;   credo che al giorno d’oggi il nostro lavoro  trovi pochi spazi per potersi confrontare l’un con l’altro  in una sana e viva competizione e sono sicuro che questo sia il metodo migliore per poter mettersi alla prova.

TIZIANO ZERBO

 

FONT IMMAGINI:

http://campussanpaolo.it/

http://www.professionearchitetto.it/news/notizie/20282/Riqualificazione-della-residenza-Campus-Sanpaolo-a-Torino-il-progetto-vincitore

www.archispritz.com

 

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