Street è poesia.

Street è rubare al tempo un'istante dal suo infinito divenire.

Bentornati nel nostro salotto anzi, nella nostra camera oscura, appositamente preparata per l'occasione,  al fine di proseguire il discorso sulla Street Photography (SP d'ora in poi) iniziato assieme il mese scorso.

Mi ero preparato e studiato molti argomenti da trattare in questo articolo, eppure ora che mi trovo qui, con la penna in mano (sì, io scrivo ancora su carta perché sono Old School) non trovo giusto ne troppo interessante affrontare mille questioni tecniche e/o pratiche sulla SP, argomenti che che più in là, se vorrete, potremo affrontare; oggi vorrei vedere alcune fotografie che io ho scattato, del perché mi piacciono, e che cosa mi regalano ogni volta che le guardo.

La prima foto che vedete qui sopra, la chiamo banalmente "il Vecchio ed il Mare".

Questa immagine scattata in una uggiosissima giornata a Genova, raffigura un anziano signore che scruta dall'alto il porto mercantile; ho osservato a lungo questo solitario pensatore prima di decidere di scattare, perché volevo capire quale sensazione potesse provare ma con il rischio che si spostasse o si accorgesse di me che lo fissavo intensamente. Alla fine ho percepito della tristezza nel suo sguardo quando ha guardato di lato ma anche della calma, quasi pace e allora ho deciso di scattare.

Sono stato fortunato, perché di solito queste situazioni scorrono via veloci e non scattare subito può causare la perdita del momento, ma sta a voi capire quando avrete più tempo per assaporare il momento.

Il bianco e nero era quasi d'obbligo visto il cielo plumbeo ed il contrasto esso che creava con il terreno.

La seconda foto è stata rubata.

Un'emozione, un abbraccio, un bacio, un istante, click.

Desaturata per dargli un tocco d'istante fermo nel tempo che si ripeterà per sempre.

Il mondo è un luogo incredibile che regala grandi gioie ma anche momenti di smarrimento, di sconforto e abbandono, nei quali la vita sembra averti voltato le spalle.

Questo guerriero della vita non arrende e scava nell'immondizia e fango, instancabile. Questo coriaceo uomo che ho incontrato ad Istanbul, dopo aver scattato velocemente questa foto, si è accorto di me e mi ha regalato uno dei più bei sorrisi che possa ricordare. Non importa non aver rubato anche quel sorriso perché io lo ricorderò per sempre ed era un regalo solo per me.

Arriviamo all'ultima foto scattata anch'essa ad Istanbul.

Come detto il mondo è un posto incredibile e pieno di cose strane che possono accadere in un battito d'ali. Come in questo caso, nel quale da un istante all'altro mi sono ritrovato in mezzo a degli scontri tra la popolazione e la polizia in carica armata. Ho scattato questa foto ad uno dei "leader" o forse soltanto ad uno dei più facinorosi dei combattenti quando ha gridato "put your mask on!" in un terribile inglese ma abbastanza comprensibile da capire che le cose si complicavano.

Non potete mai sapere dove sarete, dovete solo sperare di avere la vostra macchina con voi e scattare seguendo l'istinto (ma anche quello di sopravvivenza).

 

Siamo giunti al termine di questa carrellata di immagini, sperando di non avervi annoiato ma di avervi fatto vedere delle realtà diverse e delle situazioni di scatto diverse, di avervi fatto ragionare sugli istanti e magari di avervi fatto venire voglia di scendere in strada e scattare a più non posso.

 

Mattia Corbetta

 

Fonti immagini:

John Oliver

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