Ho avuto la fortuna di incontrare John Landis durante il 22° Torino Film Festival e conservo gelosamente il cofanetto autografato che contiene, tra gli altri, anche An american werewolf in London, film horror girato nel 1981 che ha valso a Rick Baker il Premio Oscar al miglior trucco. L'idea del film era nata dodici anni prima quando Landis, all'epoca attrezzista diciottenne in un set cinematografico jugoslavo, si era imbattuto in un funerale zingaro in cui il cadavere era stato ricoperto da rosari e trecce d'aglio per impedire che tornasse tra i vivi. L'idea nutrì la fantasia del regista che, dopo i successi Animal House (1978) e The Blues Brothers (1980), si lanciò nel suo primo film di genere horror, scegliendo il Regno Unito come ambientazione: le riprese si sono infatti svolte in Galles e a Londra.

An american werewolf in London racconta di due giovani amici, David (David Naughton) e Jack (Griffin Dunne), che decidono di fare una vacanza nello Yorkshire senza rendersi conto di essere in grave pericolo: nella brughiera vengono infatti attaccati da un grosso animale selvatico che si rivelerà essere un lupo mannaro.

David, sotto choc, viene trasferito in un ospedale a Londra, dove avverrà l'incontro con la bella infermiera Alex e dove Jack continuerà a fargli visita, seppur in condizioni e vesti poco rassicuranti.

Ciò che rende questo film veramente interessante è innanzitutto il modo in cui viene raccontata la trasformazione: dagli incubi, alle visioni, alle sensazioni mutate, tutto è graduale e proprio per questo maggiormente verosimile e terrificante. John Landis voleva che lo spettatore provasse in qualche modo lo stesso dolore provato dal protagonista, e Rick Baker lo rese possibile realizzando la scena di trasformazione più verosimile mai vista fino ad allora sul grande schermo. Un uomo che si trasforma in un licantropo davanti agli occhi dello spettatore, e un altro che si decompone lentamente nel corso del film, il tutto senza l'ausilio della computer grafica. L'effetto fu talmente travolgente che convinse l'Academy ad istituire un nuovo premio dedicato proprio al miglior trucco, di cui oggi Baker vanta ben sei statuette (suo anche il trucco in “Thriller” di Michael Jackson, uno dei videoclip più famosi della storia girato da Landis nel 1983).

La grande passione di Landis per la musica soul, unita ad un'ineguagliabile ironia, fa sì che An american werewolf in London non sia un semplice horror: la scelta della colonna sonora (Blue Moon di Bobby Vinton, Bad Moon Rising dei Creedence Cleanwater Revival, Moondance di Van Morrison) riesce a creare un sottotesto tipicamente landisiano, difficile da ritrovare in altri film di genere.

David in versione animalesca percorre Londra da cima a fondo, dal Tower Bridge sul Tamigi fino a Trafalgar Square, per arrivare alla location finale Piccadilly Circus. Indimenticabili le scene di inseguimento nella metropolitana, girate nelle stazioni di Tottenham Court Road e Charing Cross: dopo aver visto il film, non potrete più girare nella metro londinese con la stessa tranquillità!

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