La materia conforma spazio. A volte disobbedisce all’idea per sprigionare la propria intrinseca eleganza. Così la materia diventa architettura.

Questo mese, visto i primi freddi di stagione, vorrei cercare di trasmettervi un po’ di calore portandovi in Svizzera, più precisamente all’interno di un centro termale molto particolare: sto parlando per l’appunto delle terme di Vals del noto progettista Peter Zumthor. 

Peter Zumthor

Peter Zumthor

Trovo da sempre l’architettura di Zumthor molto affascinante, grazie a lui matericità e disegno trovano un proprio equilibrio fondendosi in un'unica entità e dando vita a qualcosa di veramente unico e spettacolare;  credo che le sue forme ricche di una marcata trama filosofica delineino nella mente umana un sacco di forti emozioni a volte contrastanti fra di loro. Con grande umiltà non si autodefinisce un Archistar ma un semplice costruttore, però trovo che il suo approccio al progetto sia molto originale e degno dei più grandi architetti contemporanei: in primo luogo cerca di conformare la forma e le funzioni nello spazio come se fossero un'unica massa d’ombra e solo in un secondo momento avvia il procedimento più importante, ovvero quello di sistemare consapevolmente i materiali e le superfici rappresentate secondo una luce particolare;

Vi dico la verità, quello che soprattutto mi attrae di questo architetto è proprio la sua peculiare filosofia di pensiero. In ogni sua creazione Zumthor ricerca la propria essenza magica, cioè quella forza mistica che ha il potere di incantare la figura umana e di farla rimanere estasiata ad ammirare un corpo architettonico pienamente sviluppato nella sua totale e definitiva conformazione, infatti penso che egli abbia quella capacità innata, che solo pochi possiedono, di riuscire a progettare costruzioni che nel corso del tempo entrano in una simbiosi così naturale con la storia e lo spazio circostante del luogo in cui sorge fino a divenirne parte integrante dello stesso tessuto naturale.

Teme di Vals, veduta d'insieme

Teme di Vals, veduta d'insieme

Ed è proprio quello che avviene a Vals, piccolo paesino del Grigioni, dove il progettista incastona il proprio edificio all’interno della roccia viva creando spazi che sembrano sorgere dalle profondità della terra fino ad aprirsi verso a un panorama  che letteralmente toglie il fiato; non solo, sembra quasi che tutto il contesto sia invitato ad entrare dentro all’edificio tramite grandi finestrature che ne catturano e ne incorniciano la straordinaria bellezza.

Al complesso si accede attraverso ad uno scuro corridoio che conduce alla zona degli spogliatoi, superati questi ultimi si arriva alla vasca centrale dell’impianto; balza subito all’occhio la stratificazione a secco della pietra, essa sostiene la copertura in cemento dalla quale penetra una luce fioca  attraverso piccole fessure. Se si alzano gli occhi al cielo si può ammirare il soffitto che, grazie a una serie di sbalzi che convergono verso il centro, sembra sospeso nell’aria.

All’ interno del grande ambiente centrale, mimetizzate dagli enormi sostegni della copertura, si possono trovare una serie di stanze “nascoste” come la vasca dei fiori, quella della musica, la fonte di acqua ferrosa ed infine una serie di piscine a differente temperatura;

Uscendo verso l’esterno ci si addentra  nella zona solarium, l’edificio si apre al paesaggio alpino circostante con profondi varchi scavati nella roccia;  ai piani inferiori si possono trovare attività come: l’aromaterapia, la cromoterapia, i fanghi e ad al piano sottostante l’area dedicata agli impianti.

Tutto il complesso risulta essere rivestito in pietra, dalla pavimentazione al fondale delle piscine, essa viene sapientemente lavorata secondo le diverse esigenze: infatti viene spaccata, levigata, frantumata, sabbiata segata e lucidata;  trovo veramente  geniale l’idea di costruire “nella roccia con la roccia” senza utilizzare nessun’altro tipo di rivestimento.

Le murature come ho raccontato in precedenza sono composte con la tecnica a secco: ovvero si predispongono i blocchi di pietra fino a formare una specie di cassero ,vi si ordiscono all’interno le armature metalliche ed infine si lega il tutto con il calcestruzzo che rende solidali le parti lapidee; bisogna dire che vengono utilizzati listoni con spessori diversi in modo da ottenere un effetto di irregolarità superficiale e vengono posizionati uno ad uno seguendo rigorosamente gli schemi di progetto.

La pietra utilizzata per tutto il complesso è lo gneis di Vals che proviene dalle vicine cave della vallata; essa è di colore grigio ma con venature che possono variare dal bianco al grigioverde e la mica contenuta all’interno di questa quarzite le dona una particolare lucentezza.

Credo che le terme di Vals siano un vero e proprio capolavoro, lo stesso materiale abilmente lavorato e impiegato nei più svariati modi possibili  si impregna di poesia ed emozione,  beh c’è da dire che di per sé  in natura la semplice materia non è poetica, ma sta proprio nell’abilità dell’architetto di creare un forte legame tra forma e significato e soprattutto di riuscire a trasmetterlo alle persone che usufruiscono di questi splendidi spazi.

Per creare tutto ciò,  in fase di progettazione non si può fare a meno di chiedersi più e più volte quale significato possa assumere un particolare materiale in un determinato contesto architettonico. Trovo giuste le parole di Zumthor e concordo con le sue affermazioni, infatti credo anch' io che se si riescono  trovare le risposte adeguate e le sensazioni che vogliamo far trasmettere agli altri, allora in un modo o nell’altro si riesce a far risplendere il materiale con una luce inedita attraverso le sue peculiari proprietà sensuali più importanti.

 

Tiziano Zerbo

 

FONT TESTI & IMMAGINI:

 

 http://www.archisquare.it/peter-zumthor-terme-di-vals-svizzera/

http://blog.koox.ch/wp-content/uploads/2014/03/vals-graubunden-therme.jpg

http://www.hevelius.it/webzine/moduli/filemanager/file/641.jpg

http://truffer.denchistone.com/Projects/Details/vals-spa

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