Italy in a day è un progetto realizzato da Gabriele Salvatores insieme a tutti quegli italiani che il 26 ottobre 2013 hanno deciso di filmare un pezzo della loro vita, raccontando in pochi frames paure, emozioni e speranze, per tentare di far parte di questo film collettivo. Si tratta di un esperimento che trae ispirazione da Life in a day, prodotto da Ridley Scott e realizzato dal regista Kevin Macdonald in collaborazione con Youtube nel 2011: il primo Social Movie della storia.

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I video inviati dagli italiani sono stati circa 45.000, per un totale di 2.200 ore di girato, poi selezionato e montato in un lungometraggio di 94 minuti che vuole raccontare ventiquattro ore nella vita degli italiani. Nessun limite sui mezzi da utilizzare, e infatti accanto a riprese professionali vediamo video distorti, fuori fuoco, realizzati col cellulare o altri mezzi di fortuna. 

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Italy in a day è una riflessione sull'esistenza, ma soprattutto un inno alla vita: pochissime le scene intrise di tristezza, e in fondo era prevedibile che i registi di questi selfie in movimento volessero trasmettere sensazioni positive. Quello che emerge immediatamente è il valore della famiglia, soprattutto dalle tenere immagini di quei bambini che stupisce vedere così numerosi, visto il basso tasso di natalità nel nostro Paese. È un'Italia che decide di enfatizzare valori come appunto la famiglia e la speranza, omettendo il degrado sociale che attraversa il Paese. Manca totalmente la televisione, la politica, e stranamente anche la cultura: solamente pochi secondi sono dedicati a cinema e teatro, nonostante il giorno prescelto fosse un sabato.

È certamente un'Italia in parte stereotipata, dove la donna ricopre il ruolo di compagna amorevole, madre e nonna, mentre l'uomo si impegna a salvare vite umane o a scoprire nuovi mondi. Ma, in fondo, questa è una diretta conseguenza dell'esperimento lanciato da Salvatores: Italy in a day riesce a raccontare anche questo grande cambiamento culturale ed antropologico in cui riprendere la propria immagine è entrato a far parte della routine e diventa un modo per mettersi in mostra. Per questo, alcuni video appaiono un po' troppo impostati, stonando con il carattere emozionale del film e rischiando di dirottarlo verso un'Italia fintamente positiva e solo apparentamente inconsapevole di ciò che accade intorno a lei. E infatti sono presenti, anche se in maniera minore, testimonianze di un'Italia che lotta (o tenta di farlo) per difendere i propri diritti, a dispetto delle difficoltà.

Rispetto alla versione americana, realizzata ormai tre anni fa, che cercava di rappresentare il mondo nella sua totalità, l'esperimento italiano offre una panoramica più (de)limitata ma in un certo senso anche più intima e vicina allo spettatore italiano. Nonostante porti dentro di sé il rischio del politically correct, Italy in a day è un film colmo di momenti straordinari che riescono a commuovere sinceramente, come quello in cui un'anziana donna malata di Alzheimer, non riconoscendo il figlio, gli chiede: "Sei un angelo, Gabriele? No? Però lo stai diventando...". L'intento di Salvatores è quello di mostrare la bellezza del quotidiano, che risiede nelle piccole cose: in fondo, è dalla percezione del particolare che si può passare all'universale.

Il regista Gabriele Salvatores

Il regista Gabriele Salvatores

È notizia recente che anche la Germania, la Francia e Israele vogliano riprendere la stessa idea: in effetti il format è attraente e il successo praticamente assicurato. Italy in a day, prodotto da Rai Cinema, Indiana e Scott Free, è stato proiettato fuori concorso alla 71 Mostra del Cinema di Venezia ed è uscito nei cinema italiani il 23 settembre 2014.

È visionabile liberamente a questo link: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-04a7c367-24c4-4a90-8794-88d6faa759a9.html

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